Chi sono: tra passione e visione

Lavoro con i territori, ma prima ancora con le persone.

Sono Andrea Cerrato, Destination Manager, e da oltre venticinque anni lavoro nel turismo e nella cultura attraversando ruoli diversi: amministratore pubblico, imprenditore, consulente, progettista, formatore, presidente di reti e consorzi, autore.

Esperienze differenti che mi hanno insegnato una cosa: una destinazione non si costruisce soltanto con una buona strategia, ma mettendo nelle condizioni di lavorare insieme persone che spesso hanno interessi, linguaggi, responsabilità e tempi diversi.

Il mio lavoro comincia quasi sempre dall’ascolto. Prima dei loghi, delle campagne, dei prodotti e dei bandi vengono il territorio, le sue fragilità, le competenze che possiede e soprattutto le relazioni che è capace, o non è ancora capace, di costruire.

Per questo non credo nei modelli di destination management da replicare allo stesso modo ovunque. Ogni territorio ha una propria identità, una propria densità sociale ed economica, risorse diverse e differenti condizioni di partenza. Il compito del Destination Manager, per come lo intendo io, è comprendere questa complessità e trasformarla progressivamente in visione, responsabilità, organizzazione e capacità di agire.

Il turismo che mi interessa

Non mi interessa semplicemente portare più turisti.

Mi interessa capire quale turismo può produrre valore per un luogo, quali servizi devono essere costruiti, quali imprese possono crescere, quali relazioni devono essere attivate e quale equilibrio deve essere trovato tra visitatori, operatori e comunità.

Da questo approccio nascono due concetti che accompagnano il mio lavoro: Turismo di Valore ed Economia delle Relazioni.

Il Turismo di Valore parte da una convinzione semplice: il successo di una destinazione non può essere misurato soltanto attraverso arrivi e presenze. Conta il valore economico prodotto, certamente, ma anche la capacità del turismo di migliorare servizi, opportunità, qualità dell’offerta e qualità della vita di chi quel territorio lo abita.

L’Economia delle Relazioni nasce invece da molti anni trascorsi a costruire consorzi, reti di impresa, collaborazioni pubblico-private e progetti territoriali. Mettere dieci persone intorno a un tavolo non significa avere costruito una rete. Una rete comincia a esistere quando le relazioni producono fiducia, responsabilità, scelte condivise e risultati.

Sono questi due concetti a guidare gran parte del mio lavoro sui territori.

Il mio percorso

Negli anni ho avuto la possibilità di osservare il turismo da prospettive molto diverse.

Sono imprenditore nella comunicazione e nel marketing, lavoro come Destination Manager e coordino progetti di sviluppo territoriale. Ho contribuito alla costruzione e alla gestione di consorzi turistici, reti di imprese e sistemi pubblico-privati, occupandomi di governance, posizionamento, prodotto turistico, commercializzazione, progettazione e organizzazione dell’offerta.

Sono CEO di Promo Comunicazione e co-founder di ViA(E) per Viaggiare, progetto nazionale nato per costruire un rapporto più efficace tra territori, operatori incoming e distribuzione turistica.

Presiedo il Consorzio Turistico Sistema Monferrato e Val Bormida e la Federazione dei Consorzi Turistici del Piemonte – Piemonte Incoming, esperienze attraverso le quali continuo a lavorare quotidianamente sul rapporto tra imprese, territori, enti pubblici e mercato.

Sono inoltre tra i fondatori di ASSIDEMA – Associazione Italiana Destination Manager, nata dalla necessità di dare maggiore riconoscibilità, competenza e responsabilità a una professione che considero sempre più centrale nella gestione delle destinazioni.

Nel mio percorso c’è stata anche l’esperienza amministrativa. Dal 2012 al 2017 sono stato Assessore della Città di Asti con deleghe, tra le altre, al Turismo, allo Sviluppo Economico, all’UNESCO e a Expo 2015. Un passaggio importante perché mi ha permesso di conoscere il turismo anche dalla parte della Pubblica Amministrazione: procedure, responsabilità, vincoli, tempi e complessità delle decisioni pubbliche.

Svolgo attività di formazione e partecipo a progetti, incontri e occasioni di confronto dedicate al destination management, allo sviluppo territoriale e alla costruzione delle reti. Sono inoltre autore e curatore di pubblicazioni dedicate al turismo e ai territori.

Sono co-autore di Economia delle Relazioni, ed. Erga e di Economia delle Relazioni, dalla comunità alla destinazione turistica, ed. Promo e sono autore del podcast “Turismo, strategie e destinazioni”.

Scrivere, parlare e confrontarmi pubblicamente sui temi del turismo non rappresentano per me un’attività parallela al lavoro. Sono un modo per mettere in ordine le idee, verificare quello che penso, provocare discussioni e continuare a interrogarmi su un settore che cambia molto più velocemente di quanto spesso cambino le sue organizzazioni.

E poi c’è la persona

Sono profondamente legato al Monferrato, ma ho sempre avuto bisogno di guardare oltre il luogo in cui vivo.

Mi interessano i territori non soltanto per quello che mostrano, ma soprattutto per quello che potrebbero diventare. Mi piace entrare nei progetti, conoscere le persone, capire le dinamiche che non compaiono nei documenti ufficiali e individuare ciò che può mettere in movimento un sistema.

Sono curioso, esigente con me stesso e probabilmente anche con chi lavora con me. Mi appassiono facilmente alle idee, ma con il tempo ho imparato che un progetto diventa realmente interessante quando smette di appartenere a chi lo ha immaginato e comincia a essere riconosciuto da chi dovrà farlo vivere.

Continuo a considerare l’ascolto una delle competenze più importanti del nostro mestiere. Ascoltare non significa essere sempre d’accordo. Significa comprendere le ragioni degli altri abbastanza bene da poter costruire una direzione comune.

È forse questa la parte del destination management che continua ad appassionarmi di più: trasformare differenze, interessi, competenze e talvolta conflitti in relazioni capaci di produrre qualcosa che prima non esisteva.

Il mio modo di lavorare

Non arrivo nei territori con una soluzione già scritta.

Cerco prima di capire. Leggo ciò che è stato fatto, ascolto chi vive e lavora nel territorio, individuo responsabilità e relazioni, metto in discussione ciò che non funziona e provo a costruire condizioni perché una strategia possa diventare realmente operativa.

Il risultato che cerco non è un documento da consegnare.

È lasciare, alla fine di un percorso, un territorio un po’ più capace di lavorare insieme rispetto a quando sono arrivato.

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