CODICE ATECO E TURISMO

Codice Ateco e quelli dimenticati del Turismo

I nuovi codici Ateco e il grande assente: il Manager di Destinazione

Il 1° aprile 2025 entrerà ufficialmente in vigore la nuova classificazione Ateco 2025, che sostituirà la versione aggiornata del 2022. Un aggiornamento atteso, frutto di un lungo processo di revisione che ha coinvolto istituzioni, enti amministrativi e imprenditoriali, con l’obiettivo di armonizzare il sistema italiano con la classificazione europea NACE Rev. 2.1. Tuttavia, in un momento in cui il settore turistico richiede innovazione e figure professionali specializzate, sorprende e delude l’assenza di un riconoscimento formale per il Manager di Destinazione, introdotto appena pochi mesi fa dal decreto sul Made in Italy.

Una figura strategica ignorata

Con il decreto-legge 27 dicembre 2023, n. 206, il governo italiano ha finalmente riconosciuto l’importanza del Manager di Destinazione, una figura professionale cruciale per accrescere l’attrattività turistica del nostro Paese. Il Manager di Destinazione, pensato per promuovere in modo coordinato l’Italia e i suoi territori come mete turistiche competitive, è stato celebrato come un passo avanti per il settore turistico nazionale. La norma sottolineava l’urgenza di professionalità capaci di valorizzare non solo le grandi destinazioni, ma anche i territori minori, potenziandone l’identità locale e collegandoli a un sistema turistico integrato.

Eppure, nonostante l’importanza riconosciuta dal legislatore, questa figura non trova spazio nei nuovi codici Ateco. La mancanza di un codice specifico dedicato al Manager di Destinazione non è soltanto una svista tecnica, ma un chiaro segnale di disallineamento tra le ambizioni normative e le azioni concrete delle istituzioni coinvolte nella stesura dell’Ateco 2025.

Codici Ateco 2025: dove sono i Manager di Destinazione?

Scorrendo la nuova classificazione, alla voce “consulenza turistica” troviamo ancora definizioni generiche come:

  • 79.90.11: Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento.
  • 79.90.19: Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio n.c.a.

Queste categorie, per quanto utili, non rappresentano adeguatamente le competenze e le responsabilità del Manager di Destinazione. Questa figura, infatti, va ben oltre i servizi di prenotazione e assistenza, occupandosi di pianificazione strategica, promozione integrata, valorizzazione dei territori minori e coordinamento tra attori pubblici e privati. Il Manager di Destinazione non è un semplice intermediario turistico, ma un catalizzatore di sviluppo economico e culturale.

Perché questa assenza pesa?

L’assenza di un codice Ateco specifico non è una questione puramente burocratica. Senza un riconoscimento ufficiale:

  • I professionisti del settore non possono accedere a benefici fiscali o agevolazioni dedicate alle attività strategiche per il turismo.
  • Le aziende e gli enti pubblici incontrano difficoltà nel contrattualizzare i Manager di Destinazione, con conseguenti ritardi o inefficienze nei progetti di promozione.
  • Il settore turistico perde l’opportunità di attrarre talenti qualificati, rischiando di restare indietro rispetto ad altri Paesi europei che già da anni investono in figure professionali simili.

Contraddizioni e responsabilità

Questa omissione evidenzia una preoccupante contraddizione nel processo decisionale. Da un lato, il Ministero del Turismo ha lavorato per istituire il Manager di Destinazione come elemento cardine delle politiche di valorizzazione del Made in Italy. Dall’altro, il Comitato Ateco, composto anche da rappresentanti del sistema camerale e dell’Istat, non ha ritenuto opportuno includere questa figura nei nuovi codici, nonostante il suo recente riconoscimento normativo.

La mancanza di coordinamento tra le istituzioni è evidente. Mentre il decreto del dicembre 2023 tracciava una visione moderna e strategica per il turismo italiano, l’Ateco 2025 sembra ancorato a un’idea obsoleta e frammentata delle attività economiche.

Le mie richieste da Destination Manager

1 – riconoscimento formale della professione all’interno della classificazione Ateco

2 – introduzione di un codice Ateco dedicato, che definisca chiaramente le competenze e le attività del Manager di Destinazione.

  • – Accesso facilitato a finanziamenti e incentivi per le imprese che scelgono di avvalersi di questa figura professionale.
  • – Maggiore coinvolgimento degli stakeholder del turismo nei processi di revisione delle classificazioni economiche.

L’assenza del Manager di Destinazione nei nuovi codici Ateco rappresenta un’occasione persa per il turismo italiano. In un momento storico in cui è fondamentale rilanciare il settore con idee innovative e competenze specializzate, questa lacuna rischia di penalizzare non solo i professionisti, ma l’intero sistema economico legato al turismo.

Le istituzioni hanno ancora tempo per rimediare. È necessario che il Ministero del Turismo e il Comitato Ateco collaborino per aggiornare la classificazione, riconoscendo finalmente l’importanza strategica del Manager di Destinazione. Solo così si potrà garantire al turismo italiano un futuro competitivo e sostenibile.

Andrea Cerrato – Destination Manager

Nuovi Codici Ateco

Decreto made in Italy

Destination manager del futuro

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