Le forme e le dimensioni contano.

di | 29 Marzo 2020

Stiamo parlando di argomenti seri, di quelli che possono dare una svolta, positiva o negativa, alla giornata. Possono cambiare l’umore che sappiamo bene quanto sia importante in momenti come questi dove una minima negatività va a sommarsi a ciò che già succede nel mondo.

Parlo di quegli eventi che possono rovinare una domenica iniziata invece con un raggio di sole che entra tra le fessure della persiana.

Si, parliamo di oggi.

<<Abbiamo dormito un’ora in meno>> direbbe qualcuno come se avessimo la domenica fitta di impegni tra scampagnate al mare e pic nic in campagna, ma <<abbiamo un’ora in più di luce>>, direbbero altri come se avessimo l’appuntamento dell’aperitivo in piazzetta, o frasi come <<si ma le lancette le portiamo avanti o indietro?>> o <<si ma quest’anno è l’ultimo anno che accade>> o <<e ma è colpa di Greta e del virus creato in laboratorio>> o cose simili ai complotti russi, cinesi o degli ufo. A proposito…questa mattina non ho visto i famosi leoni da tastiera (poi perché leoni se sono pantegane) commentare il discorso in italiano del premier dell’Albania che, grazie!, invia medici in Italia.

Detto ciò, che forse c’entra poco ma rende il clima del risveglio, arrivo in cucina e preparo il caffè…regolarmente finito. Apro la credenza sperando di trovarne ancora una confezione.

Si.

Cerco le forbici, perché ovviamente nel 2020, non siamo ancora riusciti ad inventare un’apertura a strappo per le confezioni sottovuoto.

Le forbici sono rimaste sul terrazzo. Prendo quindi un coltello, ne apro solo una parte pensando di fare cosa sana e giusta. Cerco di mettere il caffè nel suo barattolo, voi lo tenete in frigo?

Io no.

Come la più classica legge di Murphy insegna il caffè finisce sul tavolo. Ma non perché il barattolo è piccolo, semplicemente perché non ho la giusta cognizione del tempo e dello spazio.

Prendo la moka, odio le cialde, e faccio quello che c’è da fare.

L’acqua l’ho messa?

Ok, si sente il rumore del caffè (gorgoglio? Chiederò alla Lavazza il nome giusto del suono, su internet non l’ho trovato).

La giornata sta per svoltare.

Marmellata bio di arance, burro salato norvegese e fette biscottate. Azz! Sono finite.

Per fortuna in tempo di covid-19 in famiglia si turnano gli acquisti al supermercato.

Per fortuna la sorella due giorni prima mi aveva chiesto “ti serve qualcosa?”.

Per fortuna mi ero ricordato di un bene di primaria necessità: la fetta biscottata.

Sollievo, dunque.

Vado verso la credenza e intanto rispondo al telefono.

Prendo la confezione e intanto parlo al telefono.

Apro la confezione e intanto rido al telefono.

Mi siedo e continuo a chiacchierare al telefono.

Avvicino la tazzina fumante di caffè e continuo a discutere al telefono.

<< ehi, ci sei?>> sento chiedere dall’altra parte del telefono

<< pronto?>> incalzano dall’altra parte del telefono.

…Cazzo!

…Chiara le fette biscottate si comprano quadrate non rotonde!!!!

Chiara è la sorella brava, buona, bella ma soprattutto quella che era andata al supermercato.

Come si fa a inzuppare nella tazzina da caffè una fetta biscottata rotonda e grande?????

La giornata è iniziata così, cercando sul web se altri la pensano come me. La risposta è “si”.

Mi sento quindi più tranquillo, uscirò e andrò a compare le fette biscottate quadrate per la colazione di domani.

Prendo un altro caffè.

A…comunque grazie Chiara per la spesa dell’altro giorno al supermercato!