ASSIDEMA, la prima associazione dei Destination Manager

ASSIDEMA, la prima associazione dei Destination Manager

Andrea Cerrato referente per Piemonte e Liguria.

La nuova realtà ambisce ad essere il punto di riferimento per chi svolge o vuole intraprendere la professione. Claudio Dall’Accio nominato presidente.

Roma, 29/05/2024

I 10 soci fondatori si sono riuniti a Roma nei giorni scorsi e hanno nominato Claudio Dell’Accio come Presidente, Flavia Maria Coccia come Vicepresidente e Giuseppe Bonanni come Segretario e Tesoriere. Gli altri co-fondatori sono: Massimo Caravita, Andrea Cerrato, Giancarlo Dell’Orco, Daniele Donnici, Antonio Prota, Elena Sisti ed Emiliano Viola.

A questi è affiancato un comitato scientifico, con il compito di promuovere la ricerca e la formazione sui temi oggetto dell’Associazione e contribuire agli scopi statutari, composto da alte personalità del mondo turistico e presieduto, per il primo triennio, dalla Prof.ssa Luna Leoni, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Valorizzare e tutelare la professione emergente del Destination Manager. Questo è lo scopo principale di ASSIDEMA, l’Associazione Italiana Destination Manager che si è costituita nei giorni scorsi dalla visione di un gruppo di 10 professionisti del turismo con la missione di definire, sviluppare e promuovere una figura professionale sempre più presente all’interno delle destinazioni, e che da alcuni mesi ha anche il sostegno ufficiale del Governo grazie alla pubblicazione in GU, lo scorso 15 gennaio, della legge 206/2023 che recepisce il Decreto Made in Italy. Questa legge istituisce il Comitato nazionale del turismo che ha tra i suoi compiti quello di incentivare la creazione di sistemi turistici di destinazione e di nuovi manager di destinazione. Un passo fondamentale per arrivare a una definizione univoca di questa professione, oggi presente in numerosi enti pubblici con compiti non sempre coincidenti. 

L’Italia, infatti, attualmente si caratterizza per la presenza di ben 140 Destination

Management Organization (DMO, di diritto pubblico) e almeno 151 Destination Management Company (DMC, di natura privata) distribuite su tutto il territorio nazionale, ma non tutte contemplano ancora questo ruolo. Grazie a questa legge è però certo che il loro numero sia destinato ad aumentare.

Per questo motivo, in attesa che il Mitur pubblichi i decreti attuativi della legge che andrà a definire con precisione i contorni della professione, ASSIDEMA lancia la sua attività per contribuire a formare i futuri destination manager, innovando questo ruolo e contaminandolo con le buone pratiche che arrivano sia dal settore pubblico, sia da quello privato. In questo modo si vuole creare una nuova generazione di Destination Manager, più evoluta, competente, innovativa e interconnessa, in grado di operare efficacemente sia nell’ambito pubblico che privato, contribuendo in modo significativo allo sviluppo e alla promozione delle destinazioni turistiche italiane per la capacità di sapere coniugare tutte le esigenze.

Assidema si impegna così a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione della professione, dei territori e per promuovere uno sviluppo più competitivo delle destinazioni turistiche italiane.

L’Associazione mira in questo modo a diventare la voce dei Destination Manager italiani, facilitando la collaborazione tra attori pubblici e privati per creare un’offerta turistica integrata e durevole. A tal fine, i Destination Manager dovranno possedere non solo competenze specifiche nel settore turistico, ma anche soft skills come la coerenza nelle scelte, il coraggio decisionale e la capacità di integrare diversi settori, risorse e strategie di comunicazione, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica.

Stop quindi alla conflittualità tra DMO e DMC con un approccio integrato e complementare tra i Destination Manager del pubblico e del privato: “Le esperienze passate con i DUC e i GAL hanno dimostrato che la promozione turistica non può limitarsi all’esclusiva iniezione di denaro pubblico – ha concluso Claudio Dell’Accio -, ma deve essere strategica e mirata a creare valore aggiunto e opportunità di sviluppo economico sostenibile nel lungo termine”.

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